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  • Anna

Chiudi gli occhi e immagina una scienziata


In inglese questa frase è neutrale:


Close your eyes and picture a scientist


io però vorrei parlarvi della mia vita da scienziata, e della nostra nuova ricerca sul Tagliamento, pubblicata proprio in corrispondenza con degli articoli sul nuovo Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni.


Il PGRA ha riportato a galla la questione del rischio idraulico del Tagliamento, e le opere sul medio corso (Pinzano) associate alla sua mitigazione, che sono state confermate. Scriverò un post su come il nuovo PGRA sia diverso dal precedente. Prima però vorrei rispondere ad una domanda che mi é stata fatta a Radio Onde Furlane lo scorso sabato.


Si parlava proprio del nuovo PGRA, di pianificazione, grandi opere e opposizione costruttiva. La domanda, ottima, era "Cosa possiamo fare"?


Ho risposto male. Ho detto che ognuno di noi puó fare il suo, in base a chi è. Ho continuato dicendo che io, da scienziata - ma mi veniva da usare "siensiade" che in friulano suona cosí spocchioso, come mai abbiamo iniziato ad usare questo termine in questo modo? - continuerò a lavorare sul Tagliamento per ottenere risultati che si basino sul sapere scientifico recente (e sui cambiamenti futuri).


Ed eccomi a partire per la tangente, perchè la risposta a quella domanda non è poi tanto facile.



Sapete quanto ci metto a pubblicare un articolo scientifico? E sapete quanto costa pubblicare un articolo scientifico in modo che sia leggibile e scaricabile liberamente (che non si debba pagare per leggerlo)?


Prendiamo il mio ultimo ERL sui valori del fiume Tagliamento (che sta per Environmental Research Letters, un´ottima rivista del gruppo IOP science).


Il lavoro è stato fatto, come si dice, pro bono (si dice cosí anche in inglese). Quindi, tutte le ricercatrici coinvolte hanno speso il loro tempo personale e non hanno usato i loro progetti per gestire tutte le fasi del lavoro. Questo vuol dire che abbiamo tutte lavorato dopo aver lavorato sui progetti che ci pagano.


Ecco le tempistiche di questo ultimo lavoro:

estate 2020 - Sviluppo dell´idea (Chiara ed io)

fine 2020 - Raccolta dati (il questionario),

02/2021-07/2021 - analisi dei dati e pubblicazione del primo lavoro su percezione del rischio da inondazioni

08-2021/09/2021 - analisi dei dati per il lavoro sui servizi ecosistemici

09-2021 - scrittura del lavoro (circa un mese e mezzo)

10-2021 - Lavoro inviato alla rivista.

10-2021/11-2021 - Il lavoro é stato rivisto da due ricercatori che ci hanno detto di migliorare delle cose affinchè il lavoro raggiungesse un livello piú alto

12-2021 - abbiamo lavorato sulle correzioni proposte, e rimandato il lavoro ai revisori

01-2022 - I revisori hanno accettato la nuova versione del lavoro e l´editore ha deciso di pubblicare l´articolo.


(Non so fare il calcolo delle ore ma ci proverò - anche se contassimo un´ora al giorno per ogni giorno dei mesi nominati qui sopra, sarebbero tantissime ore di lavoro!)


Poi, la mia università ha coperto i costi della pubblicazione open access, quindi accessibile a tutti. Questi costi variano ma non sono mai sotto i 2.000 euro. Le università svedesi attraverso le loro biblioteche hanno raggiunto un dispendioso accordo per cui tutti i lavori pubblicati da chi ci come me ci lavora, devono essere in open access.



Quindi, quando in radio ho detto che ho come idea di cosa fare di preparare un altro lavoro, sto praticamente dicendo che io e altri tre ricercatori (due ricercatrici e un ricercatore, in questo caso), abbiamo davanti 6 mesi di lavoro pro bono. Tutti lavoreremo nei ritagli di tempo e il lavoro verrá portato avanti senza un progetto.


Voglio questo?


No! Perchè svendo il lavoro mio e degli altri ricercatori coinvolti. Il tempo "libero" che ho speso e la mancata retribuzione.


Ma è solo questione di "soldi"? Sì e no. è sicuramente importante distribuire le risorse in modo da finanziare anche ricercatori che hanno idee innovative e che seguono gli ultimi sviluppi. La nostra ricerca fatta nei ritagli non per questo è di bassa qualitá - il lavoro è uscito su ERL perché era all´avanguardia e di alta qualità.


Qui poi apriamo un discorso piú ampio su come è importante e necessario mostrare il proprio lavoro senza essere "siensiade" ma mostrando il valore di quanto si fa. Pensate che nel 2022 si sta discutendo come le discipline diventino "soft" quando, finalmente, ci sono molte donne a farne parte. Come se il valore scientifico scada, venga svenduto, una volta che in tante riusciamo a far parte di alcune discipline.


Quello che dovevo dire è che qualcuno dovrebbe preoccuparsi di far fare a scienziati il lavoro necessario per capire come gestire il Tagliamento (sul lungo termine, in modo sostenibile, basandosi su dati e conoscenze scientifiche aggiornati).


Per chi è interessato alla vita da scienziata, vi consiglio caldamente il film Picture a Scientist (è anche su Netflix, mi dicono).


PS: L´articolo scientifico che cito in questo post é stato pubblicato qui.

A differenza di quelli pubblicati da me e collaboratrici, non è stato pubblicato open access (perchè la pubblicazione open access come vi dicevo è cara!). Quindi, purtroppo solo io che lavoro ad un´università posso leggerla senza pagare. Questo della "lettura d´elite" è uno dei tanti problemi legati alla scienza moderna. Ne parleremo ancora!


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