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  • Anna

Neve a primavera


Abito a Lidingö, vicino a Stoccolma e a un 7 km dall´università. Insieme a Jay abbiamo scelto Lidingö perchè é un posto bellissimo, con tanta natura, senza macchine (dove abitiamo), e dista meno di 10 km da entrambi i nostri lavori. Quindi, andiamo sempre in bici.


Un giorno in cui avevo iniziato ad analizzare dei campioni in laboratorio e dovevo essere al lavoro alle 8 (all´alba, per me - e un po´ di piú adesso con Sebastian da portare a scuola), al pomeriggio è arrivata, puntuale, la famigerata nevicata primaverile.


I miei colleghi mi hanno giustamente chiesto "ah ma anche oggi sei in bici?", perchè anche quelli che come me la usano anche d´inverno, avevano visto le previsioni e abbandonato l´idea in favore del trasporto pubblico (che è ottimo).


E quindi mi chiedo, perchè io no?


(forse per la foto?! Non credo, visto il trittico poco più sotto)


Bird-biking si fa ovunque e comunque. Qui, l´arrivo delle prime oche (c´è anche una pavoncella, ma dovete fidarvi di me, in foto è un puntino qualunque)
Bird-biking ovunque e comunque. Qui, Norra Djurgarden, l´arrivo delle prime oche - ciclisti esclusi - (c´è anche una pavoncella, ma dovete fidarvi di me, in foto è un puntino qualunque)

C´è una sorta di calma che mi pervade quando la mattina so che metteró i soliti vestiti, useró i soliti guanti e copriscarpe (che la metà delle volte dimentico per poi rendermene conto a metà strada e piedi congelati). Credo sia quella che mi porta a non cambiare. Piú che le ragione ideologiche o ambientali, credo di aver bisogno di quella mezz´ora in cui non posso lavorare, non posso scrivere su un foglio la lista di priorità per la giornata, non posso pensare a tutte le cose che, da madre, mi "perdo" durante il giorno.

I cuccioli di vedetta
I cuccioli di vedetta

Ho sempre pensato di essere una schiappa in laboratorio.


Durante il dottorato ho dovuto passare settimane, mesi in laboratorio, con i miei campioni di acqua: acqua nel suolo, acqua nell´acquifero sotterraneo, acqua nel fiume. Ricordo con un brivido freddo la sveglia sul telefono, soprattutto quella delle 22. Era impostata una manciata di minuti prima che l´allarme del LIST iniziasse ad urlare fortissimo per darci l´ultimatum: "andatevene a casa!". Senza quella sveglia, mi sarebbe preso un colpo. Questo a dire che non solo non sono una schiappa, ma ho anche tante ore passate in laboratorio alle spalle.

Uno scatto del mio elettrizzante lavoro in laboratorio
Uno scatto del mio elettrizzante lavoro in laboratorio. "Frappè di acqua e suolo, diverse tonalità di".

Eppure, quando ho dovuto fare analisi di tessitura per i nostri campioni di suolo, mi sono sentita titubante. Sapevo che mi sarei trovata a sentirmi in colpa, con le lacrime agli occhi, sulla bici. Sapevo che avrei fatto fatica ad organizzare il lavoro per via degli orari che il laboratorio impone: prepari i campioni, attendi 16 ore esatte, fai una misura, attendi 6 ore esatte, eccetera. Il dubbio era ottimo, anche perchè devo ancora finire tutti i campioni, il che mi stressa non poco. Ovviamente ho detto di sì e, seppur me ne sia pentita già molte volte, i pro sono molto piú dei contro.


Questo non succede solo a chi è genitore, ma sicuramente a tutti coloro che hanno persone che li aspettano a casa. E sicuramente c´è una percezione distorta particolarmente pressante per chi è madre. Sei sempre in ritardo per qualcosa. Stai sempre saltando qualcosa. E lo dico io, con un compagno che letteralmente fa 50% del lavoro.


Quello che non sapevo è che mi sarei trovata nella bufera di neve primaverile, con la bocca aperta a mangiare i fiocchi! Ho pagato cara la scelta di fermarmi a fare una foto da metter qui sul blog. Il vento era forte (Lidingö è un´isola, e non abbiamo la barca a vela a caso), e mi sono fermata tra una salita e l´altra.


Ed ecco il trittico di cui sopra:

Grazie, bicicletta, per questi momenti semi-meditativi. Grazie, cervello, per dimostrarmi che fare la stessa cosa tutti i giorni sarà un po´ cretino, ma è utile al fisico e alla mente.


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